32) Marx. Un ritratto della borghesia .
Nel Manifesto Marx traccia i lineamenti della borghesia europea
dell'Ottocento. La vivacit e la forza della sintesi marxiana
hanno fatto di queste pagine una delle descrizioni pi incisive e
potenti di quella classe sociale. Il fascino della descrizione
deriva anche dal fatto che egli si pone a met strada fra una
palese ammirazione e un severo giudizio critico.
K. Marx-F. Engels, Manifesto del partito comunista (vedi manuale
pagina 42-43).

 La moderna societ borghese, nata dalla rovina della societ
feudale, non ha fatto sparire gli antagonismi di classe. Essa ha
solo creato, al posto delle vecchie, nuove classi, nuove
condizioni di oppressione, nuove forme di lotta.
La nostra epoca tuttavia, l'epoca della borghesia, si distingue in
quanto ha reso pi semplici tali antagonismi. Tutta la societ si
va dividendo sempre pi in due grandi campi nemici, in due grandi
classi direttamente contrapposte tra loro: borghesia e
proletariato.
Dai servi della gleba del medioevo nacquero i piccoli borghesi
delle prime citt; da essi si svilupparono i primi elementi della
borghesia.
La scoperta dell'America, la circumnavigazione dell'Africa
offrirono un nuovo terreno alla nascente borghesia. Il mercato
delle Indie Orientali e della Cina, la colonizzazione
dell'America, gli scambi con le colonie, l'incremento dei mezzi di
scambio e delle merci in genere, dettero al commercio, alla
navigazione, all'industria un impulso senza precedenti, e di
conseguenza permisero un rapido sviluppo dell'elemento
rivoluzionario all'interno della morente societ feudale.
Il modo di conduzione dell'industria, fino allora feudale o
corporativo, divenne insufficiente per il fabbisogno, che
aumentava con l'estendersi dei nuovi mercati. Al suo posto
subentr la manifattura. I maestri artigiani vennero rimpiazzati
dal ceto medio industriale; la divisione del lavoro tra le varie
corporazioni spar dinanzi alla divisione del lavoro nella singola
officina stessa.
I mercati per s'andavano sempre pi estendendo, come
costantemente cresceva il fabbisogno. Anche la manifattura divenne
insufficiente. Allora il vapore e le macchine rivoluzionarono la
produzione industriale. Al posto della manifattura nacque la
grande industria moderna, al posto del ceto medio industriale
comparvero gli industriali milionari, i capi di interi eserciti
industriali, i borghesi moderni.
La grande industria ha generato quel mercato mondiale che era
stato preparato dalla scoperta dell'America. Esso ha dato un
immenso sviluppo al commercio, alla navigazione, alle
comunicazioni per terra. Questo sviluppo dal canto suo ha influito
sulla espansione industriale, e, nella stessa misura in cui
s'accrescevano industria, commercio, navigazione, ferrovia, s'
sviluppata la borghesia, che ha visto aumentare i propri capitali
e ha cacciato in secondo piano tutte le classi d'origine feudale.
Vediamo perci come la borghesia moderna sia essa stessa il
risultato di un lungo processo di sviluppo, di una serie di
rivolgimenti nei modi di produzione e di traffico.
Ciascuno di questi gradi di sviluppo della borghesia 
accompagnato da un corrispondente sviluppo politico. Ceto oppresso
sotto il dominio dei signori feudali, associazione armata e
autonoma nel Comune, qui repubblica municipale indipendente, l
terzo stato tributario della monarchia, poi all'epoca della
manifattura, nella monarchia controllata degli stati o in quella
assoluta contrappeso alla nobilt ed elemento basilare delle
grandi monarchie in genere, la borghesia infine, una volta sorti
la grande industria e il mercato mondiale, ha raggiunto il dominio
politico esclusivo nello Stato rappresentativo moderno. Il potere
politico moderno  solo un comitato che amministra gli affari
comuni dell'intera classe borghese. Nella storia la borghesia ha
ricoperto un ruolo estremamente rivoluzionario.
Dove  giunta al potere, la borghesia ha dissolto ogni condizione
feudale, patriarcale, idillica. Ha distrutto spietatamente ogni
pi disparato legame che univa gli uomini al loro superiore
naturale, non lasciando tra uomo e uomo altro legame che il nudo
interesse, lo spietato pagamento in contanti. Ha fatto annegare
nella gelida acqua del calcolo egoistico i sacri fremiti
dell'esaltazione religiosa, dell'entusiasmo cavalleresco, del
sentimentalismo piccolo-borghese. Ha risolto nel valore di scambio
la dignit della persona e ha rimpiazzato le innumerevoli libert
riconosciute e acquisite con un'unica libert, quella di un
commercio senza freni. In conclusione, al posto dello sfruttamento
velato da illusioni religiose e politiche ha messo uno
sfruttamento aperto, privo di scrupoli, diretto, arido.
La borghesia ha tolto l'aureola a tutte le attivit fino a quel
momento rispettate e piamente considerate. Ha trasformato il
medico, il giurista, il prete, il poeta, l'uomo di scienza in
salariati da lei dipendenti.
La borghesia ha stracciato nel rapporto familiare il velo di
commovente sentimentalismo riducendolo a un mero rapporto di
denaro.
La borghesia ha fatto vedere come la brutale manifestazione di
forza, tipica del medioevo e ammirata dalla reazione,
s'accompagnasse intrinsecamente alla pi oziosa infingardaggine.
Per prima essa ha rivelato il potere dell'attivit umana. Ha
creato opere ben pi mirabili che piramidi egizie, acquedotti
romani e cattedrali gotiche, ha condotto ben altre spedizioni che
le migrazioni dei popoli e le crociate.
Marx, Opere, Newton Compton, Roma, 1974, pagine 355-357.
